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Normative Nazionali

Il nuovo Decreto 17 maggio 2016 del Ministero della Salute, “Assistenza sanitaria integrativa per i prodotti inclusi nel campo di applicazione del regolamento (UE) 609/2013 e per i prodotti alimentari destinati ai celiaci e modifiche al decreto 8 giugno 2001”, va a modificare il cd. Decreto Veronesi (decreto 8 giugno 2001) per quanto riguarda le diciture che identificano i prodotti per celiaci erogabili dal SSN.

Il provvedimento consente, quindi,  l’adeguamento del quadro normativo italiano alla modifiche introdotte dai nuovi Regolamenti europei, sostituendo il concetto di “prodotto dietetico” abolito dal Regolamento UE, con la dicitura “senza glutine, specificatamente formulato per celiaci” o “senza glutine, specificatamente formulato per persone intolleranti al glutine”.

 

Il Decreto 18 maggio 2001, n. 279 del Ministero della Salute "Regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare e di esenzione dalla partecipazione al costo delle relative prestazioni sanitarie ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124." (G.U. n. 160 del 12 luglio 2001), garantisce il diritto all’esenzione per le spese derivanti dalle relative prestazioni sanitarie incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La celiachia, come la variante della dermatite erpetiforme, resta inserita nell’elenco delle malattie rare. Pertanto, ha diritto all’esenzione per il sospetto diagnostico e per il percorso di diagnosi dei parenti.  Si rimanda inoltre al Regolamento sulle malattie rare.

 
 

Il Decreto 8 giugno 2001 del Ministero della Sanità Assistenza sanitaria integrativa relativa ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare” (G.U. n. 154 del 5 luglio 2001), consente l’erogazione gratuita degli alimenti dietetici privi di glutine stabilendo dei tetti massimi di spesa in base alla fascia di età e al sesso

Col Decreto dell’8 giugno 2001 è stato istituito il Registro Nazionale degli alimenti senza glutine erogabili gratuitamente, aggiornato periodicamente e disponibile sul sito del Ministero della Salute nella sezione Alimenti Particolari e Integratori/Registri.

I tetti massimi di spesa sono aggiornati periodicamente dal Ministro della Salute, sentita la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, sulla base della rilevazione del prezzo dei prodotti senza glutine sul libero mercato, con riferimento ai prodotti di base. I limiti di spesa sono stati successivamente confermati dal Decreto 4 maggio 2006 del Ministero della Salute Limiti massimi di spesa per l'erogazione dei prodotti senza glutine, di cui all'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 4 luglio 2005, n. 123, recante: «Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia»” (G.U. n. 113 del 17 maggio 2006).

 
 

Con la Legge 4 luglio 2005, n° 123 “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia¨ (G.U. n. 156 del 7 luglio 2005) sono stati previsti una serie di interventi che favoriscono il normale inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da celiachia:

-  riconferma dell’erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine;

-  sviluppo di attività finalizzate a permettere una diagnosi precoce della malattia e facilitare la prevenzione delle complicanze della malattia stessa;

-  sviluppo di progetti finalizzati a garantire un’alimentazione equilibrata e sicura anche fuori casa (a scuola, sul lavoro, durante le eventuali degenze ospedaliere);

-  erogazione gratuita di pasti senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche, su richiesta degli aventi diritto;

-  educazione sanitaria del cittadino celiaco e della sua famiglia;

-  formazione e aggiornamento professionale del personale sanitario e degli operatori del settore alberghiero e ristorativo.

 
 

Con il successivo Provvedimento 16 marzo 2006 tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, concernente criteri per la ripartizione dei fondi, di cui agli articoli 4 e 5 della legge 4 luglio 2005, n. 123¨ (G.U. n. 111 del 15 maggio 2006) sono stati stabiliti i criteri per la ripartizione dei fondi di cui agli artt. 4 e 5 della legge 123/2005. Annualmente, infatti, in base ai dati trasmessi dalle Regioni/Province Autonome, il Ministero della salute, con appositi Decreti Dirigenziali, autorizza ed eroga i fondi previsti per la somministrazione di pasti senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche, ospedaliere e pubbliche e per i progetti di formazione e aggiornamento professionale rivolte ai ristoratori e agli albergatori attivati sul territorio

 
 

Con l’Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le regioni e le province autonome su «Documento di inquadramento per la diagnosi ed il monitoraggio della celiachia e relative patologie associate». 
CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO DELIBERAZIONE 20 dicembre 2007 (Suppl. Ordinario G.U. n. 32 del 7 febbraio 2008) è stato approvato il documento di inquadramento per la diagnosi ed il monitoraggio della celiachia e delle patologie associate allo scopo di:

-  armonizzare il percorso diagnostico aumentandone la sensibilità e la specificità;

-  permettere la diagnosi dei casi che possono sfuggire all’attenzione medica;

-  introdurre l’utilizzo nella pratica clinica dei test sierologici e strumentali più efficaci;

-  prevenire le complicanze per le quali i soggetti celiaci hanno un maggior rischio.

Con l’Intesa Stato - Regioni/Province Autonome del 25 marzo 2009 (G.U. n. 88 del 16 aprile 2009) è stato varato un provvedimento finalizzato alla promozione della formazione e dell’aggiornamento professionale della classe medica, pediatri e medici di medicina generale, al fine di favorire la diagnosi precoce della celiachia e la prevenzione delle complicanze.

Con l’intesa viene anche istituito un Comitato paritetico che definisce il programma di formazione standard a livello nazionale assicurando un monitoraggio delle attività formative e una valutazione delle stesse confrontando gli obiettivi prefissati con l’incremento di diagnosi precoci sul territorio.

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